venerdì 16 marzo 2012

...e se non ha un senso, domani arriverà lo stesso!

Il titolo del post prende spunto per chi non l'avesse intuito dalla nota melodia di Vasco Rossi reinterpretata in voglio trovare, un senso a questo sito, anche se questo sito forse un senso non ce l'ha... al compiere dei due anni di vita del sito e con un numero  di ormai quasi 11.000 pagine visitate, con 1.500 pagine nell'ultimo mese, ho pensato di fare il punto di come è nato questo spazio di condivisione e esporre alcune riflessioni; in un futuro post ragionerò su una figura professionale sempre più interessante per me, quale quella dell'energy efficiency manager inteso come coordinatore di gruppi di lavoro multiprofessionali per il raggiungimento di obiettivi di efficienza energetica dalla scala di pianificazione territoriale e urbana alla scala edilizia e impiantistica.
Qui, prendo spunto da come era nato due anni or sono questo sito, come blog per in primo luogo sperimentare nuovi canali legati in qualche modo alla mia attività professionale e quindi condividere esperienze e idee, e che si è rivelato utile in primo luogo per permettermi di rielaborare aspetti trattati nel corso dell'attività per poterli riproporre  sotto forma di vari contenuti.
Vi propongo stralci da uno degli articoli che mi ha mosso a queste riflessioni, tratto, udite udite niente popò di meno che dal trimestrale dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bergamo nell'editoriale del suo Direttore Guala Gennaro:
"Un personaggio di Diderot, in cui li disincantato filosofo illuminista rispecchia se stesso, così si confessa:

"sto seduto tutto solo a fantasticare sulla panchina del viale d'Argenson. Mi intrattengo con me stesso a ragionare di politica, d'amore, d'arte o di filosofia. Abbandono il mio spirito al libertinaggio. Lo lascio completamente libero di seguire la prima idea saggia o folle che si presenti, proprio come i nostri giovani dissoluti che vediamo dietro alle cortigiane per il viale di Foy: ora ne seguono una... poi la lasciano per seguirne un'altra, abbordandole tutte senza impegnarsi con nessuna. I pensieri sono le mie puttane." Esplicito: i pensieri possono essere abbandonati ancor prima di giungere a qualsiasi formulazione definitiva, se sembra che sul viale (nella mente) sculetti qualcosa di meglio. Se ci si affeziona troppo, diventano palle al piede, idee fisse che non ammettono revisioni critiche. Dogmatismo contro illuminismo. Purtroppo troppi, dopo la rivoluzione francese, alla cui semenza Diderot ha contribuito con i suoi scritti (invocando nello stesso tempo l'uso della ragione, non di quella Dea Ragione che poi ha divorato i suoi figli) sono stati seduti sulla panchina, tutti soli e senza neppure allettanti passarelle, a pensare senza poter comunicare ad altri, prima di abbandonarli, i propri pensieri. Perchè altri, partendo da un gradino già conquistato, potessero riformularli aggiungendovi il loro contributo. E il dogmatismo delle voci ufficiali ha dominato, creando i mostri del primo novecento.


Oggi con le possibilità offerte dai new media, sarebbe facile vincere questo obbligato mutismo. Si conosce abbastanza cosa ha potuto fare Twitter nell'organizzare i movimenti dei dimostranti nelle fasi finali della "rivoluzione" egiziana. Mi viene però da pensare, lieto di essere smentito, che in un paese di "normale" e stanca democrazia come l'Italia, i messaggi siano utilizzati dai promotori dei siti web più che altro per saggiare la propria popolarità; ad andar bene, per correggere il tiro per poterla aumentare (il sito come le lettere al giornale: l'apparenza della divulgazione delle opinioni dei lettori con il cestino della censura sotto la scrivania del direttore per chi lo mette in imbarazzo). Nello stesso tempo chi invia il messaggio, non sembra essere chi è stato seduto sulla panchina a pensare, ma chi ha visto nel sito riproposte le proprie idee fisse, e allora plaude, e nell'applaudire si sente attore.
I siti dovrebbero disseminare dubbi, non cercare di imporre certezze. Insegnare ai giovani e ai meno giovani a evolvere il proprio pensiero per orientarsi fra i dubbi, vagliare quanto viene loro raccontato dai media ufficiali o dagli opinion leader di professione con il metodo della "falsificazione" di Popper (la reiterata botta e risposta socratica in chiave moderna), non dovrebbe essere il compito dei siti, che non hanno bisogno di grandi finanziamenti, e quindi di condizionamenti, per sopravvivere?
Pensiero, nel turbinio di pensieri...
Mi alzo dalla panchina con i miei, di dubbi, e con coerenza vi passo la palla."
...e a me sembrava giusto passarla a voi...

Nessun commento:

Posta un commento